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Opposizione a decreto ingiuntivo: casi irrisolti...

 

 

Opposizione a decreto ingiuntivo: casi irrisolti...

 

PREMESSA

 

Cari Associati,

 

in questo approfondimento, svolto in forma di domande aperte affinché tutti possiate dare il Vostro contributo conoscitivo e quindi commentare con la Vostra esperienza sul campo, volutamente saranno omesse alcune indicazioni, quali l’Autorità emittente il provvedimento.

 

Senza avere pretesa alcuna in merito, evidenziamo che l’analisi del caso sottoelencato potrebbe essere l’occasione per quanti – tra collaboratori e non dell’Associazione – si accingono ad affrontare la lotteria chiamata “esame di stato per l’abilitazione alla professione di avvocato” e che, hai noi, ogni aspirante trovasi ad affrontare nella civilissima Repubblica Italiana. Ecco, questa potrebbe essere una delle tante occasioni per rivedere, e magari fornire un parere, sulla specifica materia civile che ci accingiamo ad esporre.

 

IL CASO

 

Il debitore D viene colpito da decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, si istanza del creditore C.

Il debitore promuove opposizione a decreto ingiuntivo, contenente domanda riconvenzionale.

Nelle more del giudizio ordinario di opposizione, il creditore opposto, C, aziona pignoramento presso terzi andando ad esecutare le somme che il debitore D aveva depositate presso Poste italiane. Il terzo pignorato, a seguito di dichiarazione positiva di capienza, procede al congelamento della somma pignorata.

Il debitore D e’ un Condominio. In sede assembleare decide, al fine di ottenere lo svincolo della somma, di estinguere il proprio debito, pagando:

-la sorte capitale;

-le spese liquidate dal giudice nel decreto ingiuntivo;

-le spese di registrazione del D.I. presso l’agenzia delle entrate;

-le spese sostenute dal creditore C per innescare la fase esecutiva (il pignoramento presso terzi).

 

Va posto in risalto che il pagamento del debito e’ stato deliberato, da parte del condominio D, in sede assembleare. Ergo, tale delibera equivale ad un riconoscimento (neppure tanto implicito) del debito stesso, pertanto equiparabile all’istituto giuridico chiamato “ricognizione di debito”.

 

Singolare che, lo stesso Condominio debitore D, nonostante avesse adempiuto pienamente, si sia ostinato nell’opposizione a Decreto Ingiuntivo, sostenendo, anche in sede di discussione orale innanzi al giudice del merito, che l’animus sotteso al pagamento non fosse la ricognizione del debito sopra citata, bensì la mera volontà di ottenere lo svincolo della somma giacente presso l’ufficio postale e sottoposta a pignoramento, insistendo affinché il giudice si pronunciasse nel merito.

 

Orbene arriva il giorno della sentenza, relativa al giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo.

 

Il giudice, parzialmente accogliendo l’opposizione proposta dal debitore /opponente, REVOCA il Decreto Ingiuntivo, sulla scorta del fatto che in corso di causa il debito e’ stato estinto, dando comunque piena ragione, nel merito, alle pretese creditorie dell’opposto.

 

Quindi, condanna esso debitore/opponente al pagamento, in favore del creditore/opposto, delle spese di giudizio per Euro X oltre IVA e CPA, così sancendo la soccombenza giudiziale del debitore.

 

Le domande che ci poniamo, e che poniamo a Voi sono le seguenti:

1)      E’ corretto revocare il D.I. solo perché il debitore ha adempiuto?

2)      Lo stesso titolo esecutivo, ha spiegato i propri effetti, processuali anzitutto, essendo stato la base del procedimento esecutivo (PPT) incardinato dal creditore C. quale la sorte di questi effetti allorché il titolo viene “revocato”?

3)      Inoltre, il D.I. ha sortito anche effetti sostanziali, tra cui l’esborso delle spese per a registrazione dello stesso presso l’Agenzia delle Entrate. Stante la revoca, chi ha pagato detta registrazione ha il diritto di ripetere la somma?

4)      Non credete che il giudice abbia adoperato una terminologia impropria nel revocare il titolo?

5)      Ancora, vero e’ che la sorte contenuta nel titolo e’ stata pagata, ma altrettanto vero che il debitore ha pagato solo ed esclusivamente per ottenere lo svincolo della somma pignorata; infatti, a testimonianza di ciò, ha continuato a coltivare il giudizio di opposizione. Quindi, non sarebbe stato più coerente col meccanismo processualcivilistico confermare il D.I. che, ripeto, ha spiegato gli effetti cui era destinato?

 

Vi chiediamo di illuminarci con i Vostri commenti...

 

                                                                                                         Avv. Marianna Rinaldi   Avv. Fabrizio Cerbo

 

 

 

Commenti   

 
Fabiola Palumbo
#1 Fabiola Palumbo 2013-11-04 23:22
a mio avviso, l'avvenuto pagamento in corso di giudizio di opposizione non legittima affatto la revoca del decreto ingiuntivo...
perché altrimenti il debitore che ha adempiuto in ottemperanza al D.I. può richiedere la ripetizione di quanto pagato perché il titolo è venuto meno....
Citazione
 
 
Elena De Francesco
#2 Elena De Francesco 2013-11-04 23:41
condivido appieno il post di Fabiola...
aggiungo una ulteriore considerazione: diversamente opinando se nel corso di un giudizio di appello, il soccombente paga il credito relativo alla sentenza di primo grado, il giudice di appello che dovrebbe fare? annullare la sentenza perché è stato adempiuto al credito???
ma dai...il giudizio serve per accertare il fatto... l'esecuzione è successiva...
Citazione
 

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